Man Utd, Michael Carrick: “È una situazione folle, ma non vedo l’ora di giocare contro la Roma”

Michael Carrick dice di non vedere l’ora della sfida di Champions League contro la Roma a Old Trafford, nonostante il Manchester United non vinca da nove partite in tutte le competizioni. Per il tecnico, che ha firmato un contratto biennale in estate, la partita è un’occasione per cambiare il racconto della stagione.

La striscia è la peggiore dal 1988-89. Il United non ha mai chiuso una stagione con dieci gare consecutive senza vittorie dal 1977-78, e cresce la sensazione che Carrick possa perdere il posto durante la pausa per le nazionali.

Un momento difficile

La classifica non aiuta. Il United è diciassettesimo in Premier League e, dopo le sconfitte con Atletico Madrid e Como, è ventunesimo in Champions League dopo tre giornate, con solo le prime 24 squadre qualificate. La Roma, invece, ha perso una sola volta in questa stagione: in casa contro il Real Madrid in Champions League il mese scorso, dopo essere stata avanti 3-1 con sette minuti da giocare.

Carrick, però, non si abbatte. «Potreste pensare che sia pazzo, con i risultati che abbiamo avuto e quello che sta succedendo, ma sul serio, non vedo l’ora della partita», ha dichiarato. «Sono davvero entusiasta.

Ascoltate, non posso guardare al futuro, non si sa mai cosa succederà. Questo non cambia il modo in cui mi sento. Qualunque cosa accada, accadrà, ma vogliamo fare di domani una grande serata».

Allenamento aperto e il caso Martinez

Carrick ha seguito una sessione di allenamento pre-partita aperta a Carrington, molto vivace. L’attaccante Bryan Mbeumo e il centrocampista Carlos Baleba sono stati particolarmente loquaci. Anche il difensore argentino Lisandro Martinez si è dimostrato pienamente coinvolto, nonostante l’espulsione subita contro il Chelsea, che ha scatenato forti polemiche.

Mentre crescono le richieste di escludere Martinez dalla gara contro la Roma, Carrick ha mantenuto un atteggiamento più riflessivo. «A volte si fanno delle cose, si prendono delle decisioni, si commettono errori. Altre volte va tutto bene».

Il tecnico ha anche respinto i dubbi sull’impegno di Martinez e dell’intera rosa. «Le percezioni sono una cosa strana», ha detto. «Possono far apparire le cose in modi molto diversi. Lo spogliatoio è un bel posto.

L’ho già detto, non metto in dubbio l’impegno dei giocatori, verso il club, verso di me e verso i compagni. Dobbiamo giocare meglio. Possiamo prendere decisioni migliori. Ma l’impegno non è affatto un problema».

Mainoo: «Siamo a una vittoria di distanza»

Al fianco di Carrick in conferenza stampa c’era anche il centrocampista inglese Kobbie Mainoo, che ha sottolineato la forza del gruppo. Mainoo è rientrato in campo dopo quattro partite di assenza per un problema muscolare, subentrando nel secondo tempo contro il Chelsea.

A 21 anni, Mainoo è uno dei giocatori più giovani della rosa di Carrick. Tuttavia, essendo entrato nel club a sette anni, è anche quello con più anni di militanza e conosce bene le responsabilità che comporta vivere sotto i riflettori di Old Trafford.

«Sono in questo club da tanto tempo e so che ci saranno sempre alti e bassi», ha detto. «Non sarà mai tutto facile fino in cima. Bisogna mettere in conto gli ostacoli.

Certo, è stata una stagione difficile. Non abbiamo ottenuto i risultati che volevamo, ma credo che siamo a una sola vittoria dal cambiare le cose».

Mainoo considera la posizione attuale inaccettabile per un club di queste dimensioni. «Il United è un club enorme», ha affermato. «Penso che in molti conoscano i valori di questa società, tramandati da chi ha lavorato e giocato qui.

Sento di avere una responsabilità nel far conoscere cosa sia il Manchester United, dato che sono cresciuto nell’academy, e intendo trasmettere questo messaggio per tutto il tempo che potrò».

Un precedente storico

Il United è retrocesso l’ultima volta nel 1973-74. Non si trovava nella zona retrocessione dopo nove partite o più dal novembre 1986, quando, con Sir Alex Ferguson alla sua prima partita in panchina dopo l’esonero di Ron Atkinson, raccolse un solo punto nelle prime due gare. La posizione più bassa dopo almeno nove partite da allora è stata il diciassettesimo posto nel 1989-90. Con Ruben Amorim, nella stagione 2024-25, il club era sedicesimo dopo 37 partite.

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